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Amnesty International: Rapporto 2015, “un anno buio per i diritti umani nel mondo”

“Il 2015 ci ha lasciato una bruttissima eredità: è stato uno dei rari anni in cui non abbiamo avuto risultati positivi, anzi registriamo arretramenti anche in quei Paesi di democrazia più avanzata”: lo ha dichiarato Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International Italia, a commento della diffusione, oggi, del Rapporto 2015-2016 sulla situazione dei diritti umani nel mondo. “È stato un anno scuro e difficile, ricco di crisi umanitarie e crimini di guerra contro l’umanità. Non si vedevano cose del genere dai primi anni Novanta”, ha spiegato. “I Paesi occidentali continuano a violare il diritto internazionale, in particolare quello umanitario” e, a questo proposito, ha ricordato “i recenti bombardamenti sugli ospedali di Medici senza frontiere (Msf) in Siria“. Per il direttore generale di Amnesty Italia “c’è una generale indifferenza nei confronti dei diritti civili: il crollo dell’Europa dei valori è un elemento molto preoccupante. Oggi c’è molta indifferenza anche rispetto alla sofferenza delle persone e dei rifugiati che si accumulano alle frontiere dei Paesi europei”. Infatti “la politica è infarcita di discorsi xenofobi e razzisti, seppur vietati dalla legge. Esiste un vero degrado della responsabilità e della moralità della politica”. Per Rufini “viviamo in un panorama all’interno del quale la cosiddetta comunità internazionale è ormai assente e ciò è particolarmente preoccupante. Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ad esempio, ha impiegato 4 anni per emettere la sua prima risoluzione, abbastanza insignificante, sulla guerra in Siria. Mentre la Turchia, invece, sta diventando la Libia del nostro decennio”. Toccando il tema del terrorismo, Rufini lo ha definito “una reminiscenza mai scomparsa” che “ci fa guardare con preoccupazione al mondo di oggi, che è privo di un governo globale, di un’autorità in grado di garantire il benessere e i diritti per la popolazione civile. Soprattutto in Occidente le cose stanno peggiorando ovunque”. Rufini ha concluso il suo intervento ricordando la condizione delle donne che “non godono degli stessi diritti degli uomini, anzi in molti paesi c’è stato un peggioramento gravissimo della situazione. Ci sono donne vendute al mercato degli schiavi, matrimoni forzati per bambine di 10-12 anni e mutilazioni genitali femminili che continuano”. Nel corso della presentazione del Rapporto è stato lanciato il video “Here’s to you” in cui Roberto Saviano invita a cantare la ballata di Joan Baez ed Ennio Morricone, che negli anni Settanta onorò la storia di Sacco e Vanzetti, messi a morte negli Usa nel 1927.

Un video “per tutti i Sacco e Vanzetti di oggi – ha detto Rufini – perché diventi il simbolo del rinnovato impegno di Amnesty in Italia e nel mondo, insieme a quanti crederanno che il mondo sarà migliore quando sentiremo nostre le ingiustizie del mondo”.

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