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Unioni civili: Ainc, no a equiparazione con matrimonio e a stepchild adoption

“Una normativa di riferimento sulle unioni civili secondo i principi della nostra Costituzione e del complesso sistema giuridico italiano è certamente importante, soprattutto a tutela dei diritti dei minori”, ma “dal testo definitivo deve risultare ben evidente la differenziazione giuridica e sostanziale tra unioni civili e matrimonio”. No alla stepchild adoption. A ribadire la propria posizione sul Ddl Cirinnà da domani in discussione al Senato è l’Associazione italiana notai cattolici (Ainc) . “Nella riflessione imposta alla politica dalla volontà della maggioranza del Paese su una riforma molto sentita – si legge in un comunicato – i notai cattolici intendono svolgere quel ruolo di garanzia ancor più essenziale in questo momento in cui si discute sia dei diritti personali che patrimoniali. Come nelle scorse settimane daremo il nostro apporto perché la giusta,equilibrata e democratica discussione parlamentare conduca all’approvazione di una norma che pur accogliendo le legittime istanze dei cittadini non stravolga i valori fondanti della nostra società, sanciti e tutelati anche dalla nostra Costituzione,dalle convenzioni e dagli organismi internazionali, cui l’Italia aderisce”. “Al di là dei profili di incostituzionalità della norma in esame – avvertono i notai cattolici -, dal testo definitivo deve risultare ben evidente la differenziazione giuridica e sostanziale tra unioni civili e matrimonio”. Confermata la ferma contrarietà alla stepchild adoption.

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