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Congregazioni religiose: Roma, venerdì convegno su “Immigrazione: regole dell’accoglienza”

“Un focus speciale per aiutare le Congregazioni religiose a rispondere all’appello di Papa Francesco per accogliere i migranti”. È questo il senso del convegno su “Immigrazione: regole dell’accoglienza” promosso dal Centro nazionale economi di comunità (Cnec) in particolare per le regioni Abruzzo, Lazio, Molise e Sardegna. Venerdì 26 febbraio, a partire dalle 9, presso l’aula magna della Casa generalizia dei Fratelli delle Scuole Cristiane, a Roma, interverranno, tra gli altri, padre Antonio Di Marcantonio, presidente del Cnec, don Fulvio Ferrari, economo generale dell’Opera Don Orione e membro del Comitato di presidenza del Cnec, Edoardo Patriarca, vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema dell’accoglienza, e Maurilia Bove, viceprefetto della Direzione centrale per le politiche dell’immigrazione e dell’asilo del Ministero dell’Interno. “Le presenze delle persone immigrate in Abruzzo, Lazio, Molise e Sardegna – si legge in una nota – a febbraio 2015 erano 11.999 (8.490 nel Lazio, 1.402 in Sardegna, 1.147 in Molise e 960 in Abruzzo)”. Nelle stesse Regioni “le strutture temporanee di accoglienza – laiche o d’ispirazione cattolica – sono 170”, mentre sono “solo due i centri governativi – su 14 totali – a Cagliari e Castelnuovo di Porto (Rm)”. “Papa Francesco – spiega don Ferrari, uno degli organizzatori dell’evento – ha chiesto alla Chiesa italiana e alle Congregazioni religiose di farsi prossime alle persone che sono costrette a emigrare lasciando il proprio Paese spesso a seguito di guerre o di dittature. Questo nostro incontro è idealmente una risposta a questa sollecitazione”. “L’idea di base – aggiunge – è quella di provare a dare alle tante Congregazioni religiose che si sono sentite sollecitate dal Pontefice qualche indicazione, portare qualche esperienza, incoraggiare qualche scelta; ma anche scoraggiare qualche iniziativa sconsiderata”. “L’esperienza degli operatori – conclude don Ferrari – ci dice che l’inclusione, se il programma di gestione è ben strutturato e condiviso, porta a risultati inaspettati”.

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