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Arcivescovo Shevchuk: la Madonna della tenerezza è un invito ad “abbassare i toni”

Prima di lasciare l’Argentina, Sua Beatitudine Svyatoslav Shevchuk, oggi arcivescovo maggiore della Chiesa ucraina greco-cattolica, ha donato a Papa Bergoglio una piccola icona da viaggio raffigurante la “Madonna della Tenerezza”. Nel dargliela gli ha detto: “Sarò sempre con lei”. E Bergoglio, che stava attraversando un periodo difficile per i rapporti tra la Chiesa e lo Stato, gli ha chiesto: “Prega per me”. È Sua Beatitudine Svyatoslav Shevchuk a raccontare oggi ai giornalisti l’incontro che lo stesso Francesco ha evocato nei giorni scorsi parlando sul volo di ritorno dal Messico. “Ricordando questi momenti personali – dice oggi Shevchuk – penso che il Papa ci invita ad abbassare i toni. Non si può fare un dialogo gridando. Non si può ascoltare l’altro, quando si ascolta solo se stessi. Si alza la voce quando si pensa che l’interlocutore non ascolti. Penso che per noi tutti sarà una prova. Abbiamo cominciato un dialogo o no? Se continueremo a parlare con voci dure, penso che il dialogo si fermi. Io ho grande paura che il più grande ostacolo per il cammino ecumenico, è la strumentalizzazione della religione per scopi politici”. “I cristiani possono dialogare, ascoltarsi, perdonarsi, fare la pace e fare insieme un cammino verso l’unità piena e visibile soltanto quando saranno liberi dalla geopolitica, dalla sottomissione ad un potere temporale, liberi dalla follia dei potenti di questo mondo”.

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