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Diocesi. Mons. Mazzocato (Udine), la tristezza “secondo Dio” porta “alla salvezza”

La tristezza “secondo Dio” nasce “dall’umiltà” e “porta alla salvezza”. Così monsignor Andrea Bruno Mazzocato, arcivescovo di Udine, nella riflessione svolta ieri in cattedrale in occasione del secondo appuntamento dei “Quaresimali d’arte”, percorso proposto dall’arcidiocesi di Udine per le domeniche di Quaresima intrecciando Sacra Scrittura e musica. In questa seconda “stazione”, mons. Mazzocato si è soffermato sulla necessità del pentimento per aprirsi alla misericordia di Dio: “La misericordia di Dio – ha spiegato -, per entrare in noi, ha bisogno che apriamo una porta perché egli rispetta sempre la nostra libertà e non ci impone alcuna costrizione. La porta è il pentimento”.  Da qui l’invito a distinguere la “tristezza secondo Dio” dalla “tristezza del mondo”, distinzione decisiva perché le due forme di tristezza portano effetti opposti nell’uomo. “La tristezza secondo Dio produce il pentimento che porta alla salvezza mentre la tristezza del mondo produce la morte” perché “genera una scontentezza amara di sé stessi e una vergogna, che spinge a nascondere agli occhi degli altri lo sbaglio che si è fatto”. La “tristezza secondo Dio”, invece, sottolinea mons. Mazzocato, “non nasce dall’orgoglio ferito ma dall’umiltà”, dal “riconoscere la propria miseria e i propri peccati” e spinge “a mettersi, con umiltà, davanti allo sguardo misericordioso di Gesù confessandogli il nostro pentimento e invocando il suo perdono”. Questa tristezza, ha concluso, “è veramente la porta che apre il nostro cuore ad accogliere la misericordia di Dio Padre e a far esperienza della gioia del perdono”.

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