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Cardinale Bagnasco: occorrono “sobrietà ed essenzialità” nell’amministrare il patrimonio ecclesiastico

“Occorre educare alla sobrietà e all’essenzialità”. Lo ha ricordato il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, all’incontro che ha avuto nel fine settimana con i membri dei Consigli parrocchiali per gli affari economici e con gli amministratori degli enti ecclesiastici della diocesi di Genova. “Non è il momento questo di programmare ‘opere faraoniche’”, ha spiegato ricordando che “la saggezza amministrativa richiede che si programmino le cose in modo tale che il parroco pro tempore, o il futuro parroco o la diocesi, non si trovino gravati da edifici che non serviranno più e saranno solo un peso da trascinare, o schiacciati da debiti ed esposizioni spropositati rispetto alle concrete possibilità”. “Le parrocchie – ha affermato l’arcivescovo – hanno diritto ad avere edifici puliti, ben tenuti, non però lussuosi o sovrabbondanti rispetto alle reali necessità”. Inoltre, “si deve fare il bene che è possibile, senza avventurarsi in qualunque opera seppure con ottime intenzioni” e questo “vale anche nel dare vita ad organizzazioni (come le Cooperative) che abbiano risvolti civili”. In altre parole “è necessario avere lo sguardo verso il futuro”, ossia “riflettere prima di costruire qualcosa di nuovo; pensare alle spese che si dovranno affrontare per la futura gestione e al reperimento di risorse per la manutenzione ordinaria del costruito. Oggi è già molto faticoso mantenere in modo decoroso il patrimonio immobiliare già esistente”.

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