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Aiuti umanitari: Archer e Sanchez Sorondo (Pont. Accademia Scienze Sociali), “non solo collezionare denaro”

“I più fortunati, quelli con maggiore ricchezza, hanno l’imperativo morale di aiutare i più poveri”. A ricordarlo è stata Margaret Archer, presidente della Pontificia Accademia delle scienze sociali, al termine della conferenza stampa a conclusione della tavola rotonda su “Riaffermare la solidarietà a livello mondiale, risanando l’umanità”, che si è svolta oggi presso la sede dell’accademia pontificia, nella Casina Pio IV in Vaticano. “In un mondo ricco come il nostro, nessuno dovrebbe esser lasciato indietro senza che vi sia qualcuno che tenda una mano per rialzarlo e tirarlo fuori dalla povertà e dall’oppressione”. “Trovare forme di collaborazione concreta per convincere i ricchi a devolvere il loro denaro a favore di chi è più povero e vulnerabile” diventa così un imperativo globale, ha sottolineato monsignor Marcelo Sanchez Sorondo, cancelliere della Pontificia Accademia delle scienze sociali, specificando che l’impegno della Santa Sede “non è solo quello di collezionare denaro, ma di essere presenti nei Paesi più fragili e sofferenti per rispondere ai bisogni crescenti dei loro popoli attraverso un’opera di mobilitazione a ogni livello”. Di qui l’importanza della collaborazione tra i leader delle principali religioni mondiali e gli scienziati, tramite “una accoglienza che non sia solo ospitalità, ma anche impegno a combattere contro le disuguaglianze”. Alla tavola rotonda di oggi hanno partecipato tra gli altri monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, e il cardinale Luis Antonio Tagle, presidente di Caritas Internationalis.

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