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Cardinale Bagnasco: viviamo in un “oceano di persecuzione fisica e morale”

Viviamo in un “oceano di persecuzione fisica e morale”. Lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, al termine della Via Crucis diocesana, che si è svolta ieri sera a Genova. La persecuzione fisica “toglie libertà, cose, casa, cultura, terra, lavoro, vita” mentre la “persecuzione morale, che conosciamo anche noi in Occidente, vorrebbe togliere dignità a chi pensa e ragiona diversamente dal pensiero unico, dominante, menzognero. Togliere dignità e buon nome. Intimorire, per tacitare”. Proprio per questo, ha esortato, è necessario “riconoscere che Gesù è il Signore, come i martiri, nei loro contesti, nelle loro culture, nei loro Paesi, riconoscono che Gesù è il Signore, che non possono rinnegarlo e che lo devono annunciare a tutti, così siamo chiamati anche noi, con le nostre povertà e fatiche quotidiane, a riconoscere che Gesù è il Signore”. Dobbiamo “proclamarlo sui tetti delle nostre case, del nostro Paese, della nostra Europa” e proclamarlo “a qualunque costo”, come i martiri “che proclamano che Gesù è il Signore e la loro è una parola non vuota ma piena di sangue”.

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