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Unione europea: Graglia (Università di Milano), “La lezione di Monnet? Unire i popoli”

Jean Monnet

“Ceca, Ced ed Euratom sono i tre grandi progetti europei usciti dalla penna di Jean Monnet”. Nella relazione svolta ieri sera a Milano nella sede dell’Ambrosianeum, Piero Graglia ha ripercorso la biografia di Monnet (1888-1979), dall’età giovanile attraverso i numerosi incarichi svolti per il governo francese, poi nelle sue tappe umane e professionali a Londra e a Washington, il ritorno in patria durante la seconda guerra mondiale per mettersi al servizio della ricostruzione post-bellica francese. Soprattutto il docente dell’Università di Milano ha indicato i contributi del “grand commis” francese alla Dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950, pietra miliare della costruzione europea (che porterà alla pacificazione franco-tedesca e al varo della Comunità europea del carbone e dell’acciaio), alla Ced (Comunità europea di difesa, progetto mai realizzato) e all’Euratom (Comunità per l’energia atomica). Monnet è noto per essere il propugnatore del metodo “funzionalista”, dei piccoli passi, delle iniziative concrete, della gradualità con la quale realizzare un’Europa unita.

“Monnet era anche un federalista. Il suo intento – ha spiegato Graglia – era quello di unire i popoli, non gli Stati”. Una biografia che lascia numerosi insegnamenti per l’Europa di oggi: la capacità di mediare tra interessi diversi e non di rado divergenti, la “pianificazione” in materia economica, il valore della libera circolazione delle persone su cui fondare una “casa comune” europea. Gli incontri dell’Ambrosianeum proseguiranno la prossima settimana: l’8 febbraio interverrà Stefano Rolando (Università Iulm Milano) sul tema: “Come l’Europa comunica se stessa”.

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