Quotidiano

Quotidiano - Italiano

This content is available in English

Ue: la lettera di Tusk sul Brexit. Cameron, “Cambiamenti sostanziali”

La lettera inviata oggi dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, a tutti i capi di Stato e di governo dell’Unione europea, sul tema del referendum inglese, mostra alcune concessioni al governo di David Cameron, fissa alcuni elementi irrinunciabili della politica comunitaria e rimanda gran parte delle decisioni al lavoro di “limatura” degli sherpa di Bruxelles e al summit del 18-19 febbraio. Tra gli elementi sostanziali, si afferma che il Regno Unito “non è obbligato” a perseguire o accettare una integrazione politica maggiore; nel rispetto del principio di sussidiarietà, gli Stati Ue potranno “interrompere la presa in esame di una proposta legislativa europea se un certo numero di Parlamenti nazionali vi si oppone”. Sul fronte migratorio, quello che stava maggiormente caro a Cameron, si conferma il “meccanismo di salvaguardia”, che potrebbe essere concesso a tutti gli Stati in caso di “afflussi eccezionali” di lavoratori europei, riducendo per loro e le famiglie i benefici del welfare. Ma su questo punto occorrerà una decisione del Consiglio Ue. “Per quanto riguarda la governance”, afferma Tusk, si assicura “il pieno rispetto di chi vuole approfondire l’Unione economica e monetaria e di chi no”. Ma chi non aderisce all’eurozona non avrà voce in capitolo nelle decisioni sulla moneta unica. Su tutti questi temi si discuterà tra due settimane al vertice europeo, mentre Cameron, che ha fretta di indire il referendum (probabilmente a giugno), parla – alla luce della lettera di Tusk – di “cambiamenti sostanziali” nelle relazioni tra Regno Unito e Ue.

© Riproduzione Riservata
Europa