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Padre Pio: cappuccini di San Giovanni Rotondo, “la sua era misericordia concreta, mai buonismo”

“Mi ha fatto piacere mettere a disposizione il nostro materiale, in parte ancora inedito, a questa troupe di tecnici rispettosi della vita del convento. Cito una frase di Francesco: le porte servono a custodire mai a respingere e credo che anche questi video servano a far aprire le nostre porte che a volte sono chiuse”. Lo ha detto frate Mariano Di Vito, responsabile delle Edizioni Padre Pio da Pietralcina, riferendosi al documentario “Padre Pio costruttore di misericordia”, presentato questa mattina nella Filmoteca vaticana, prodotto da Officina della comunicazione e dal Centro televisivo. Un altro cappuccino, frate Marciano Morra, del convento di San Giovanni Rotondo dove sono custodite solitamente le reliquie del santo, ha ricordato la grande opera di confessione e quindi di misericordia verso i fedeli che Padre Pio ha compiuto durante la sua vita. “Solo nell’anno precedente alla morte – ha detto frate Morra -, Padre Pio ha confessato 150mila persone”. Riguardo alla produzione e realizzazione del documentario della durata di 55 minuti, frate Morra ha aggiunto: “Con la troupe abbiamo girato i luoghi dove viveva. Ad esempio nella sagrestia antica del convento dove coloro che hanno conosciuto il santo ancora rammentano gli episodi in cui gridava durante le confessioni. Padre Pio infatti non assolveva subito tutti ma prima scuoteva chi si rivolgeva a lui, così come fa il padre davanti al figlio. È il caso dell’imprenditore Giovanni Bardazzi, di Prato – ha ricordato -, mandato via tante volte dal santo finché non si convertì completamente e si convinse a seguire la Messa tutte le domeniche e in diversi orari del giorno per farsi vedere dalla comunità che lo conosceva come comunista e peccatore”. Ecco “testimoniata da Padre Pio la misericordia concreta – ha concluso – mai simile al buonismo”.

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