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Arte: dal 20 febbraio al 30 marzo ad Agrigento il “Salvator Mundi” di Gian Lorenzo Bernini

La magnificenza del barocco romano s’incontra e sublima con la leggiadria del barocco siciliano. Dal 20 febbraio al 30 marzo ad Agrigento, la bellezza di due dei beni più preziosi del patrimonio del Fondo Edilizia di Culto del ministero dell’Interno, il “Salvator Mundi” di Gian Lorenzo Bernini e gli stucchi di Giacomo Serpotta custoditi all’interno della chiesa Santo Spirito danno vita ad una delle visioni più particolari e avvolgenti che si possano immaginare. La chiesa Santo Spirito rappresenta un singolare esempio del tardo barocco siciliano, nonostante le sue origini medioevali; infatti le pareti e l’aula ospitano lo splendido apparato decorativo in stucco realizzato dal 1709 al 1717 da Giacomo Serpotta. Grandi composizioni alloggiate nello spessore murario raffigurano quattro scene del Vangelo: la Natività, l’Adorazione dei Magi, la Fuga in Egitto e la Presentazione al tempio. A questi si aggiunge la decorazione absidale con la Gloria dei santi benedettini Benedetto e Bernando, con le figure del Padre Eterno e della colomba simbolo dello Spirito Santo. Il Salvator Mundi, di contro, opera in marmo, con piedistallo in diaspro siciliano, capolavoro dello scultore del barocco romano, Gian Lorenzo Bernini, definita dalle fonti colossale, imponente e grave, è l’ultima opera del grande architetto scultore, che scolpì nel 1680, poco prima della morte avvenuta lo stesso anno.
“L’imponente monumentalità dell’opera berniniana – si legge nei pannelli descrittivi – viene messa a confronto con la leggiadra levità dei capricci serpottiani, che rappresentano pienamente la tendenza verso una maggiore grazia espressiva e verso una tipologia corale propria del barocco siciliano”. Due stili e due modi di vivere il barocco che non si contrappongono ma vengono esaltati dalla presenza dell’altro. L’evento è stato reso possibile grazie al ministero dell’Interno con il Fondo Edilizia di culto in sinergia con l’arcidiocesi di Agrigento, l’assessorato ai beni culturali della Regione Sicilia, la Soprintendenza ai Beni Culturali di Agrigento, il Comune di Agrigento e l’Unicredit. Un evento che si programmava già dal giugno del 2015 e che finalmente ha trovato realizzazione.

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