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Papa in Messico: messa a Ciudad Juárez, “piangere per l’ingiustizia, per il degrado, per l’oppressione”

“Piangere per l’ingiustizia, piangere per il degrado, piangere per l’oppressione”. È il triplice imperativo del Papa, che nell’omelia della messa a Ciudad Juárez, momento di congedo dal Messico, ha preso spunto dalle letture per ricordare che “Giona aiutò a vedere, aiuta a prendere coscienza: subito dopo, la sua chiamata trova uomini e donne capaci di pentirsi, capaci di piangere”. “Sono le lacrime che possono aprire la strada alla trasformazione”, le parole di Francesco: “Sono le lacrime che possono ammorbidire il cuore, sono le lacrime che possono purificare lo sguardo e aiutare a vedere la spirale di peccato in cui molte volte si sta immersi. Sono le lacrime che riescono a sensibilizzare lo sguardo e l’atteggiamento indurito e specialmente addormentato davanti alla sofferenza degli altri. Sono le lacrime che possono generare una rottura capace di aprirci alla conversione”. ” In questo anno della misericordia, voglio con voi, in questo luogo implorare la misericordia divina, voglio chiedere con voi il dono delle lacrime, il dono della conversione”, il desiderio del Papa.

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