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Bosnia-Erzegovina: passo verso l’Ue. Mons. Tomasevic, “Via da seguire per la democrazia”. Il sostegno della Chiesa

La Bosnia-Erzegovina “si avvicina alla sua meta. L’Unione europea è la via da seguire per arrivare a una sempre maggiore democrazia”: sono le parole di mons. Ivo Tomasevic, Segretario generale della Conferenza episcopale bosniaca, dopo la presentazione ufficiale della richiesta, da parte del Paese balcanico, di entrare a far parte dell’Ue. La cerimonia ufficiale si è tenuta lunedì scorso a Bruxelles alla presenza commissario Ue per l’allargamento, Johannes Hahn, dell’Alto rappresentante per la politica estera, Federica Mogherini, e del presidente di turno della presidenza tripartita, il croato-bosniaco Dragan Covic, che ha consegnato la candidatura. “È necessario riformare il nostro Paese – dice Tomasevic – così che tutti i gruppi etnici presenti e tutti i cittadini possano godere di ogni diritto. Questo deve valere soprattutto per i nostri giovani che sono sempre più tentati ad andarsene in cerca di un avvenire migliore”. Con questa decisione “abbiamo affermato che in Bosnia-Erzegovina c’è futuro e speranza per loro. Come Chiesa siamo sempre impegnati in questo campo e lo saremo sempre di più in futuro. Nostro dovere è anche quello di sforzarci per una società più giusta e democratica. Non è certo compito delle chiese e delle diverse comunità religiose sostituirsi alla politica, ma dobbiamo collaborare per il dialogo e la riconciliazione”.

Una candidatura attesa e di stimolo a migliorarsi ma che non risolve i problemi di una nazione ancora con tante difficoltà: l’alto tasso di corruzione della classe politica, lo stallo economico, la libertà di stampa, i diritti fondamentali e non da ultimo, la deriva secessionista intrapresa dalla Repubblica Srpska (e dal suo presidente Milorad Dodik), l’altra entità che insieme alla Federazione croato-musulmana, forma la Bosnia-Erzegovina. “Tante riforme sono state fatte, Bruxelles lo ha riconosciuto, ma molto lavoro resta da fare”, ma “ciò che vedo è che c’è la volontà da parte della politica e della società di andare avanti su questa strada e ciò è positivo. Il cammino intrapreso deve essere percorso senza esitazione. Coloro che in Bosnia-Erzegovina vogliono costruire un Paese più giusto e più democratico oggi sono la maggioranza rispetto a chi è ancorato al passato e che non vuole cambiare”. La convinzione di Tomasevic è che “questa decisione sia anche frutto della visita a Sarajevo di Papa Francesco, lo scorso anno”. “In quell’occasione la Bosnia-Erzegovina ha dimostrato di sapere e potere fare qualcosa di buono e bello, grazie all’aiuto di tanti uomini di buona volontà”.

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