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Papa in Messico: al mondo del lavoro, non “lasciare il futuro nelle mani della corruzione”

“So che il progetto non è facile, ma so che è peggio lasciare il futuro nelle mani della corruzione, della brutalità, della mancanza di equità”. Lo ha ammesso il Papa, subito dopo aver chiesto ai lavoratori messicani, da Ciudad Juárez, di “generare alternative, generare rinnovamento e cambiamento”. “So che tante volte non è facile portare tutte le parti ad una trattativa, ma so che è peggio e si finisce per fare più danni con la mancanza di trattative e la mancanza di valutazione”, ha proseguito: “So che non è facile poter andar d’accordo in un mondo sempre più competitivo, ma è peggio lasciare che il mondo competitivo determini il destino dei popoli”. “Il guadagno e il capitale non sono beni al di sopra dell’uomo, ma sono al servizio del bene comune”, ha ammonito Francesco: “E quando il bene comune è piegato al servizio del profitto e il capitale è l’unico guadagno possibile, questo si chiama esclusione”. “Voglio invitarvi a sognare il Messico, a costruire il Messico che i vostri figli meritano”, ha concluso: “Un Messico dove non ci siano persone di prima, seconda o quarta categoria, ma un Messico che sappia riconoscere nell’altro la dignità di figlio di Dio. Che la Guadalupana, che si è manifestata a Juan Diego, e ha rivelato che quelli apparentemente messi da parte erano i suoi testimoni privilegiati, vi aiuti e vi accompagni in questa costruzione”.

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