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Papa in Messico: ai carcerati, “rompere i giri viziosi della violenza e della delinquenza”

“Sto concludendo la mia visita in Messico e non potevo partire senza venire a salutarvi, senza celebrare il Giubileo della Misericordia con voi”. Sono le prime parole rivolte dal Papa ai carcerati del Centro di riabilitazione numero tre di Ciudad Juárez, con cui si è aperta l’ultima giornata del viaggio in Messico. “Non c’è luogo dove la sua misericordia non possa giungere, non c’è spazio né persona che non possa toccare”, ha assicurato Francesco ricordando l’apertura della “prima Porta della Misericordia per il mondo intero”, a Bangui. “Oggi insieme a voi e con voi desidero riaffermare una volta di più la fiducia alla quale Gesù ci incoraggia”. “Celebrare il Giubileo della misericordia con voi è ricordare il cammino urgente che dobbiamo intraprendere per rompere i giri viziosi della violenza e della delinquenza”, l’appello del Papa. “Già abbiamo perso diversi decenni pensando e credendo che tutto si risolve isolando, separando, incarcerando, togliendosi i problemi di torno, credendo che questi mezzi risolvano veramente i problemi”, la sua denuncia: “Ci siamo dimenticati di concentrarci su quella che realmente dev’essere la nostra preoccupazione: la vita delle persone; la loro vita, quella delle loro famiglie, quella di coloro che pure hanno sofferto a causa di questo giro vizioso della violenza”. Nel penitenziario “Cereso numero tre” il Papa ha incontrato 700 detenuti e detenuti, e ha salutato personalmente 20 donne e 30 uomini che si sono distinti per buona condotta.

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