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Papa in Messico: ai carcerati, “migliore convivenza” è “imperativo morale per tutta la società”

“La preoccupazione di Gesù per gli affamati, gli assetati, i senza tetto o i detenuti  intendeva esprimere le viscere di misericordia del Padre, ed essa diventa un imperativo morale per tutta la società che desidera disporre delle condizioni necessarie per una migliore convivenza”. Lo ha detto il Papa, che dal Centro di riabilitazione sociale numero tre di Ciudad Juárez è sceso nel dettaglio della ricetta necessaria per realizzare questo obiettivo: “Nella capacità di una società di includere i suoi poveri, i suoi malati o i suoi detenuti risiede la possibilità per essi di poter sanare le loro ferite ed essere costruttori di una buona convivenza”, ha affermato. “Il reinserimento sociale – la proposta concreta – inizia con la frequenza alla scuola di tutti i nostri figli e con un lavoro degno per le loro famiglie, creando spazi pubblici per il tempo libero e la ricreazione, abilitando le istanze di partecipazione civica, i servizi sanitari, l’accesso ai servizi basici, per nominare solo alcune misure”.

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