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Belgio: mons. De Kesel (Malines-Bruxelles), “la Chiesa deve trovare il suo posto nella società, senza tirarsi indietro”

(Bruxelles) Due sono le sfide principali che attendono Jozef De Kesel, neo arcivescovo di Malines-Bruxelles e appena scelto dai vescovi belgi come presidente della Conferenza episcopale: anzitutto garantire l’unità della Chiesa in un Paese dove vivono due comunità, francofona e fiamminga; in secondo luogo confrontarsi tutti i giorni con una società secolarizzata. “La Chiesa non rappresenta più la maggioranza della popolazione”, racconta. “E questa è una nuova sfida per una Chiesa che deve trovare il suo posto nella società”. Ma come dialogare con una società che fa fatica a capire le ragioni della Chiesa? “La settimana scorsa sono stato invitato a un dibattito con il presidente dell’Associazione della laicità in Belgio organizzato da una università laica. Ho subito accettato l’invito come segno di apertura. Ma anche come occasione per dire quello che pensiamo. Credo che sia importante in una società come quella belga non nascondersi. È quello che Papa Francesco sta domandando: essere una Chiesa che non si chiude in se stessa, non si tira indietro, non si difende dietro le mura della sacrestia ma partecipa al dibattito”. “Certo – aggiunge il vescovo – non siamo noi a dover fare le leggi. È compito del Parlamento. Ma siamo cittadini e come tali partecipiamo alla vita civile. La Chiesa deve poter giocare il suo ruolo. E lo fa con rispetto. Mai per imporsi”.

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