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Papa in Messico: a sacerdoti e consacrati, no alla “tentazione della rassegnazione” di fronte a violenza, corruzione, narcotraffico

“Rassegnazione”. Da Morelia, nella zona del “cartello” dei narcos messicani, il Papa ha riassunto con una parola la “tentazione” che “ci può venire da ambienti dominati molte volte dalla violenza, dalla corruzione, dal traffico di droghe, dal disprezzo per la dignità della persona, dall’indifferenza davanti alla sofferenza e alla precarietà”, “di fronte a questa realtà che sembra essere diventato un sistema inamovibile”. “Di fronte a questa realtà ci può vincere una delle armi preferite del demonio: la rassegnazione”, ha ammonito Francesco durante la messa celebrata nello stadio “Venustiano Carranza” di Morelia: “Una rassegnazione – ha spiegato – che ci paralizza e ci impedisce non solo di camminare, ma anche di fare la strada; una rassegnazione che non soltanto ci spaventa, ma che ci trincera nelle nostre ‘sacrestie’ e apparenti sicurezze; una rassegnazione che non soltanto ci impedisce di annunciare, ma che ci impedisce di lodare, ci toglie la gioia. Una rassegnazione che non solo ci impedisce di progettare, ma che ci impedisce di rischiare e di trasformare le cose”. “Per questo, Padre Nostro, non lasciarci cadere nella tentazione”, ha esclamato il Papa.

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