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Giovani e fede: mons. Giuliodori (Università Cattolica), “metterci in ascolto delle nuove generazioni”

Un “rapporto prezioso” per “comprendere il rapporto fra il mondo giovanile e la fede”. Così monsignor Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica di Milano, ha definito il rapporto “Dio a modo mio. Giovani e fede in Italia” (edito da Vita e Pensiero e curato dall’Istituto Toniolo di Studi Superiori), alla presentazione che si è tenuta ieri pomeriggio a Milano. “Attraverso queste interviste – ha osservato – viene fuori un dialogo intimo dei nostri ragazzi con Dio, che è molto presente nella loro vita anche se con una percezione molto personale. Ma soprattutto emerge la netta volontà dei giovani di costruire un dialogo profondo con la loro fede”. Monsignor Giuliodori ha definito “fondamentale” sviluppare un dialogo con i giovani poiché “si tratta di un mondo estremamente complesso e fluido che assimila, a volte in modo inconsapevole, le trasformazioni del nostro tempo. Il rapporto dei giovani con la fede fa parte di un universo che purtroppo non è mai stato attentamente esplorato” e questa ricerca ha il merito di “metterci in ascolto delle nuove generazioni”. Secondo il presule “una Chiesa che vuole dialogare con i giovani deve imparare a percorrere le loro strade, senza paura di ascoltare i loro timori. In questo contesto – ha concluso – diventa quindi urgente una revisione dell’azione pastorale, per stare accanto ai ragazzi anche quando questi varcano il confine dell’adolescenza per entrare nella vita adulta”.

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