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Ecumenismo: Valentini (“Il Ponte”), “l’unità alla quale aneliamo esiste”

“L’unità alla quale aneliamo esiste, sebbene lacerata e nascosta. Per questo debbono essere rimarginate le ferite e tendere al pieno superamento delle divisioni, di tutti i malintesi teologici e le offese storiche, al pieno ristabilimento dell’amore fraterno, alla piena manifestazione dell’unità in Cristo”. È quanto scrive Natalino Valentini sul numero in uscita de “Il Ponte”, settimanale diocesano di Rimini, commentando l’incontro avvenuto il 12 febbraio a Cuba tra Papa Francesco e il Patriarca Kirill, “evento di straordinario rilievo storico ed ecumenico, che solo fino a qualche mese fa tutti consideravano impossibile”. “In quell’abbraccio fraterno tra Francesco e Kirill – ricorda Valentini – abbiamo avvertito la stessa potenza profetica e azione dello Spirito che aveva condotto all’altro storico abbraccio (nel 1964), quello tra Papa Paolo VI e Athenagoras I, dal quale ebbe inizio quel fecondo dialogo nella carità e nella verità, tra la Chiesa cattolica e il Patriarcato ortodosso di Costantinopoli, a partire dall’annullamento delle reciproche scomuniche e dal superamento di conflitti che perduravano dal grande scisma (1054)”.
“Al centro delle preoccupazioni del Patriarcato di Mosca, condivise anche dalla Chiesa cattolica – osserva il commentatore –, ci sono soprattutto la nuova situazione del terrorismo ed estremismo islamico connessa all’espandersi della persecuzioni nei confronti della popolazione cristiana, soprattutto in Medio Oriente e in Africa; il progressivo indebolimento della visione morale cristiana in Occidente (soprattutto in merito alle problematiche che toccano la bioetica e la vita familiare) di fronte alla dilagante secolarizzazione e all’estremo liberalismo. Questioni che impongono alle chiese cristiane una rinnovata unità e presa di coscienza, soprattutto tra ortodossi e cattolici, tra i quali vi è una profonda condivisione della tradizione e le differenze dottrinali si riducono a ben poco”.

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