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Diocesi: Bergamo, quattro sacerdoti in tenda “di fronte alla miseria del mondo”

“In Quaresima noi sacerdoti abiteremo una tenda allestita sul sagrato della Chiesa di Ambivere. Questa decisione nasce dalla presa di coscienza che il prezzo del nostro benessere è la riduzione in miseria di altri esseri umani. Non siamo più disposti ad accettare un sistema del genere. Per questo vogliamo lasciare simbolicamente le nostre case. Si tratta di un segno temporaneo, fino a Pasqua. Poi si vedrà. Intanto con questo gesto vogliamo dire che riconosciamo le nostre responsabilità di fronte alla miseria del mondo”. È la decisione – raccontata dal settimanale on line della diocesi di Bergamo, Sant’Alessandro – di quattro preti bergamaschi, don Gianluca De Ciantis, don Andrea Testa, don Alessandro Nava e don Emanuele Personeni, delle comunità di Mapello, Valtrighe e Ambivere, che hanno deciso di dare con la Quaresima un segno speciale, per puntare i riflettori su alcune questioni importanti, e in particolare sull’attenzione alla povertà e all’accoglienza. I sacerdoti, in un lettera, spiegano le motivazioni della loro scelta, precisando che in tenda avranno “un po’ di cibo. Acqua da bere. Un bagno per lavarci. Un materasso per dormire. È più di quanto molti esseri umani possono permettersi. Naturalmente non sarà facile. Abituati ad avere più del necessario, il semplice necessario sembrerà insufficiente”. “Staremo in una tenda – rimarcano – per dire che non siamo disposti ad accettare un sistema che procura benessere a noi provocando sofferenza a qualcun altro”.

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