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Iraq: Daesh vieta ai cittadini di Mosul di festeggiare san Valentino

La festa di san Valentino sembra rappresentare una specie di ossessione per i gruppi jihadisti. Manifesti e striscioni sono stati posti nei giorni scorsi da miliziani dello Stato Islamico (Daesh) agli incroci più frequentati di Mosul, per ricordare alla popolazione il divieto di celebrare la festa di san Valentino, il vescovo martire di Terni conosciuto in tutto il mondo come patrono degli innamorati. Nei manifesti, leggibili in alcune foto pubblicate dal sito “ankawa.com”, si ribadisce la necessità di mantenere la distanza dalle mode occidentali riconducibili alle credenze dei “cristiani infedeli”. Secondo fonti locali, consultate dall’agenzia Fides, nei giorni scorsi agenti delle milizie jihadiste hanno anche battuto i mercati e le aree dove sono concentrati i negozi per verificare che non fossero esposti per la vendita i tipici gadget di colore rosso, che le coppie di fidanzati erano soliti scambiarsi in occasione della festa del santo, prima dell’instaurazione del Califfato islamico. Già negli ultimi anni le ronde jihadiste e gli slogan urlati dagli altoparlanti delle moschee occupate dai predicatori radicali avevano intimato a tutti i negozianti di non esporre la tradizionale mercanzia di colore rosso eventualmente conservata nei magazzini. Anche se la “festa degli innamorati” sembrava avesse fatto breccia tra i giovani arabi, a prescindere dalla loro appartenenza religiosa.

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