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Papa in Messico: ai vescovi, “i vostri cuori siano capaci di seguire e raggiungere” i migranti “al di là delle frontiere”

“Sono milioni i figli della Chiesa che oggi vivono nella diaspora o in transito peregrinando verso il nord in cerca di nuove opportunità”. A farlo notare è stato il Papa, che nella parte finale del suo discorso ai vescovi del Messico ha espresso “apprezzamento per tutto quanto state facendo per affrontare la sfida della nostra epoca rappresentata dalle migrazioni”. “Molti di loro – ha proseguito a proposito dei migranti – lasciano alle spalle le proprie radici per avventurarsi, anche nella clandestinità che implica ogni tipo di rischio, alla ricerca della ‘luce verde’ che considerano come loro speranza. Tante famiglie si dividono; e non sempre l’integrazione nella presunta ‘terra promessa’ è così facile come si pensa”.
“I vostri cuori siano capaci di seguirli e raggiungerli al di là delle frontiere”, la consegna di Francesco: “Rafforzate la comunione con i vostri fratelli dell’episcopato statunitense affinché la presenza materna della Chiesa mantenga vive le radici della loro fede, le ragioni della loro speranza e la forza della loro carità. Testimoniate uniti che la Chiesa è custode di una visione unitaria dell’uomo e non può accettare che l’uomo sia ridotto a mera risorsa umana”.
“Non sarà vana la premura delle vostre diocesi nel versare il poco balsamo che possiedono sui piedi feriti di quanti attraversano i loro territori e di spendere per loro il denaro duramente raccolto”, ha assicurato.
“Il Papa è sicuro che il Messico e la sua Chiesa arriveranno in tempo all’appuntamento con sé stessi, con la storia, con Dio”, l’augurio per il Paese che lo ospita: “Talvolta qualche pietra sulla strada rallenta la marcia e la fatica del tragitto richiederà qualche sosta, ma mai al punto da far perdere la meta. Infatti, può forse arrivare tardi chi ha una Madre che lo aspetta?”.

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