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Tribunale ecclesiastico ligure: mons. Rigon, nel 2015 aumentate le cause di nullità matrimoniale

Nel 2015 “sono entrate 140 nuove cause, 37 in più rispetto al 2014. Sembra già di capire che l’intervento del Santo Padre del 2015 sulle cause di nullità cominci a dare alcuni risultati”. Lo ha affermato monsignor Paolo Rigon, vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico regionale ligure, durante la cerimonia per l’inaugurazione dell’anno giudiziario che si è svolta questa mattina a Genova alla presenza del cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei. Nonostante l’aumento delle cause di nullità matrimoniale, ha aggiunto monsignor Rigon, “non dobbiamo illuderci: ogni anno sono migliaia le coppie sposate in modo canonico che si separano”. Per questo, ha spiegato, è necessaria un’opera di “sensibilizzazione che dobbiamo fare tutti se conosciamo persone separate divorziate e risposate civilmente per consigliarle di rivolgersi al Tribunale ecclesiastico”. L’opera di sensibilizzazione deve riguardare tutti “sia i parroci, sia tutti gli operatori pastorali” perché l’opera del Tribunale, a detta del vicario giudiziale, continua a rimanere poco conosciuta. Basti pensare che, “fino ad oggi, la maggior parte dei casi che si presentano al nostro Tribunale sono stati indirizzati da altri che già sono ricorsi al nostro ministero, insomma con il ‘passa parola’”. Il Tribunale ecclesiastico regionale ligure ha giurisdizione sulle diocesi di Genova, Albenga, Chiavari, La Spezia, Savona, Tortona e Ventimiglia.
Nel 2015, ha detto, il Tribunale “ha concluso 121 cause delle quali 2 sono state rinunciate, 5 sono state negative, ossia non si è ravvisato che vi fossero gli estremi della nullità matrimoniale, mentre 115 sono state quelle affermative”. Inoltre, “come cause trattate da Genova in appello provenienti dal Tribunale ecclesiastico di Milano, nel 2014 sono pervenute in appello a Genova 134 cause, 3 in meno dello scorso anno. Nel 2015 abbiamo deciso come Tribunale di appello 169 cause”. Nel corso della relazione monsignor Rigon ha affrontato anche gli aspetti economici relativi alle cause di nullità. “La parte attrice che presenta un libello in Tribunale – ha spiegato – è invitata a versare la cifra di 525 euro compresa di tutte le spese”. “Si tratta – ha precisato – di un piccolo obolo” tanto più che “se una parte attrice non fosse in grado di versare quella cifra, presentando una documentazione o una lettera del proprio parroco, si concede la totale gratuità processuale”. Per quanto riguarda gli avvocati, “i vescovi italiani hanno stabilito una cifra che si aggira sui tremila euro” ma una persona può anche chiedere “di essere patrocinato dal patrono stabile e in tal caso non vi è alcuna spesa di onorario per l’avvocato”. In definitiva, ha aggiunto, “in questo momento si può sostanzialmente dire che il servizio del Tribunale per una causa di nullità è pressoché gratuito purché naturalmente ci si serva del patrono stabile il quale ovviamente procederà nei tempi che gli sono possibili”.

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