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Papa in Messico: Carriquiry (Cal), “fondamentale la visita a Nuestra Señora de Guadalupe”

“Il Papa andrà a visitare e ad abbracciare nella carità il popolo del Messico, incontrerà le autorità, ma c’è poi una visita che è fondamentale: la visita a Nuestra Señora de Guadalupe, nel suo santuario”. Così Guzmán Carriquiry Lecour, segretario della Pontificia Commissione per l’America Latina (Cal), commenta a Radio Vaticana la visita di Papa Francesco in Messico. Intervistato da Alessandro Guarasci, il segretario della Cal afferma che “ogni viaggio di un Pontefice in Messico è veramente un evento straordinario”, anche perché “è difficile trovare una tale accoglienza popolare come quella messicana”. “Alle origini, alle fondamenta del nuovo mondo americano c’è la nuova visitazione della Madonna, della Nuestra Señora de Guadalupe”, spiega Carriquiry, per il quale “la religiosità popolare in Messico non è un folklore più o meno residuale sotto l’impatto della modernizzazione o della secolarizzazione, è la modalità di inculturazione del mistero cristiano nella storia, nella cultura e nella vita di questo popolo”. “Questa tradizione cattolica così radicata nello strato culturale del Messico e questa religiosità popolare – prosegue – hanno un grande bisogno di essere coltivate, attualizzate, rivitalizzate, di essere molto più radicate nel cuore e nella vita delle persone, delle famiglie e del popolo”. Per Carriquiry, “la Chiesa del Messico deve saper affrontare con più coraggio tutti i grandi problemi che si pongono in questo grande Paese: ci sono grandi accumuli e concentrazioni di ricchezza ed aree ancora molto arretrate, di esclusione, di povertà estrema”. E poi “il dramma della violenza, che ha fatto decine di migliaia di vittime, e il narcotraffico”. Il segretario della Cal conclude sottolineando come ci sia ancora “molta diffidenza” tra istituzioni messicane e Chiesa, anche se “si sono fatti molti progressi nella Costituzione e nella legislazione messicana per aprire alla libertà religiosa”.

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