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Educazione: Borrelli (Acr), “mettere al centro i ragazzi”. Il ruolo del dialogo intergenerazionale

“Il nostro seminario non può prescindere dalla voce dei nostri ragazzi. Collochiamo questo seminario nell’orizzonte del protagonismo dei ragazzi e nel tema che accompagna la Chiesa in questo decennio: la questione educativa”. Lo ha affermato Anna Teresa Borrelli, oggi a Firenze, aprendo la due-giorni dell’Acr sul tema “#Crescere digitali: conoscere, abitare, evangelizzare”. La responsabile nazionale dell’Azione cattolica dei ragazzi ha dichiarato: “Lo facciamo con due consapevolezze. Primo: non possiamo astrarre il tema del protagonismo dei ragazzi dai ragazzi di oggi. Dobbiamo perciò rileggere il protagonismo dei ragazzi alla luce di una domanda: chi sono i ragazzi oggi? La seconda questione educativa che ci interpella da più parti è una scelta fondante e fondamentale per l’Ac, che ha scelto il dialogo intergenerazionale, che ci fa stare con i ragazzi non per quello che saranno domani, ma perché oggi sono importanti per la Chiesa e per il Paese”. “Da 150 anni abbiamo compiuto questa scelta, è una scelta che però noi scegliamo di fare ogni giorno”. “Crescere digitale”, titolo del seminario di Firenze, “non è un caso. Un verbo all’infinito, non coniugato. Certo noi siamo tentati di pensare che sia rivolto ai ragazzi. Sicuramente è cosi, ma in quel crescere c’è ciascuno di noi, ci sono gli insegnanti, le famiglie… tutti cresciamo in questo nostro tempo. Dobbiamo guardare alla concretezza dell’esperienza associativa”.
“Fare crescere i ragazzi oggi, nelle nostre comunità significa anche ridisegnare il volto dell’Ac che per noi è famiglia”. “Conoscere – ha proseguito Borrelli, declinando il tema del seminario Acr – non è avere dei contenuti, ma fare un’esperienza di un cammino che ci accompagna”. “Abitare questo tempo, il tempo favorevole. Il Kairos, quel tempo di grazia che ci è dato di vivere e lo vogliamo abitare con i nostri ragazzi che non sono poi diversi da noi”. Ancora: “Evangelizzare è la forza che ci spinge oggi a dire che la nostra vita è bella anche, e soprattutto direi, perché c’è Gesú”, significa testimoniare “il Vangelo che ha scombussolato la mia vita e mi spinge a essere una persona nuova”.

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