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Cardinale Bagnasco: “Viviamo in una bolla culturale” che “veicola” individualismo e autoreferenzialità

“Viviamo in una bolla culturale che veicola una visione antropologica dell’uomo, della vita e della storia radicalmente individualista dove il tema e la dimensione della libertà è concepita in termini di autonomia individuale, quindi sciolta da relazioni, dove la persona è concepita, non come relazione, ma come individuo autoreferenziale, dove la società che ne consegue non è sentita come una comunione di vita e di destino ma come una moltitudine di individuo, di ‘io’, dove l’io sembra il criterio dominante se non assoluto”. Lo ha affermato il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, nel discorso tenuto questa mattina a Genova durante la cerimonia per l’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico regionale ligure. Secondo questo modello di pensiero, ha detto ancora Bagnasco, “la norma del fare e del pensare è il soggetto, inteso in senso assoluto, individualista”. Siamo quindi dentro “un’aria culturale che l’Occidente ci impone, che coltiva e continuamente fa crescere, e che produce, rispetto alla persona, una destrutturazione”. In altre parole “non struttura la persona ma la destruttura”. Ma alla persona, ha ricordato, “serve un criterio ordinatore” e, citando Romano Guardini, ha quindi spiegato che “per non generare l’angoscia è necessario un centro spirituale”, perché, ha aggiunto, “se non c’è un centro spirituale, che ordina in vista di una struttura, viviamo nel caos”.

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