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Diocesi: Novara aderisce a campagna Cei, in Burundi e in Libano accanto ai bambini

“Tra gli oltre mille progetti proposti dalla Cei, ne abbiamo scelti due che conosciamo bene, che stiamo sostenendo da anni e che si occupano di aiuto ai bambini: la missione a Bujumbura, capitale del Burundi, del nostro missionario fidei donum don Massimo Minazzi e l’associazione “Annas Linnas” a Zahlè (nella Valle della Bekaa, in Libano), che da sempre si occupa della cura di minori e che negli ultimi anni è accanto alle migliaia di profughi che arrivano nel Paese per sfuggire alla guerra in Siria e Iraq”. Don Mario Bandera, direttore del Centro missionario diocesano, e don Giorgio Borroni, vicedirettore della Caritas diocesana, spiegano così l’adesione della diocesi di Novara alla campagna “Il diritto di rimanere nella propria terra”, promossa dalla Cei per la Quaresima 2016, nel segno dell’anno del Giubileo straordinario della misericordia. Don Massimo Minazzi, sacerdote fidei donum della diocesi di Novara, opera nella parrocchia di Kamenge, nella periferia di Bujumbura, capitale del Burundi. Ha recentemente avviato un progetto a favore di circa 300 bambini e ragazzi dai 4 ai 12 anni, che vivono in situazione di marginalità, la maggioranza di essi sono orfani di un genitore, non frequentano la scuola e non hanno alcun maestro se non la strada. Il Libano è il Paese che accoglie il maggior numero di rifugiati siriani e iracheni che fuggono dalla guerra civile imperante nei loro Paesi. Sono quasi 2 milioni e rappresentano oggi un quarto della popolazione residente, rappresentando un forte impatto sul sistema socio-economico del Paese. La situazione peggiore è quella dei bambini. L’Associazione “Annas Linnas” (gli uni per gli altri) di cui è responsabile padre Abdo Raad, sacerdote cattolico di rito melchita, è impegnata nell’aiuto a questi piccoli profughi dando loro (purtroppo non a tutti) l’occasione di poter frequentare la scuola, assistiti da educatori specializzati, trovano il caldo, l’insegnamento, il cibo e la gioia.

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