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Convegno Bachelet: una tavola rotonda sulle diseguaglianze sociali, politiche, economiche, ambientali

Diseguaglianze sociali, politiche, economiche, ambientali. Questo il tema scelto per la tavola rotonda organizzata in occasione del XXXVI Convegno Bachelet. Tante le voci che hanno partecipato al confronto: Giuseppe Notarstefano, dell’Università di Palermo, che è intervenuto sulle diseguaglianze economiche, Giuseppe Acocella, dell’Università “Federico II” di Napoli, su quelle politiche, Ignazio Musu, dell’Università di Venezia, sulle diseguaglianze ecologico ambientali, Antonio La Spina, della Luiss “Guido Carli” di Roma, su quelle sociali. Gli interventi sono partiti da una base comune: le inequità, quel neologismo, lanciato da Papa Francesco nella enciclica “Laudato si’”, con cui il Pontefice allarga il concetto di iniquità giuridica alle dimensioni sociali ed economiche. Gli esperti hanno osservato come la forbice tra ricchi e poveri si allarghi ogni anno di più, a livello mondiale. Nella sfera politica, è dilagante, secondo Acocella, la sfiducia verso le istituzioni. In quella economico-finanziaria, la crisi mondiale ha acuito le differenze, già annunciate dalla globalizzazione, fra quell’1% della popolazione che detiene la ricchezza e il resto del mondo. Ciò impone nuove sfide di inclusione, modelli di sviluppo e criteri di misurazione. Tutti i relatori concordano sul superamento dell’indice Pil, come misurazione del benessere delle nazioni. In particolare La Spina suggerisce l’uso dello Human development index (Hdi), che regista anche informazioni su salute e istruzione, accesso a servizi pubblici e il loro funzionamento. Inoltre, l’analisi degli esperti si è focalizzata sulla destinazione del sostegno al reddito che andrebbe spostata verso i nuclei familiari monoreddituali e i lavoratori con meno garanzie sociali. Altra inequità sottolineata dal Papa è relativa all’ambiente e alle differenze fra paesi occidentali e sottosviluppati. Qui, per Musu, non c’è tempo da perdere: occorre trovare strategie sostenibili a livello globale per arrestare il divario e fermare lo sfruttamento dei carbofossili a vantaggio delle rinnovabili.

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