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Bambini soldato: Unicef, “non possiamo aspettare la pace per aiutarli”

“Sono decine di migliaia i bambini che vengono reclutati e utilizzati nei conflitti in tutto il mondo”, lo ricorda l’Unicef in una nota diffusa oggi in occasione della Giornata internazionale contro l’uso dei bambini soldato. Secondo il rapporto diffuso da Unicef UK, “i bambini vengono utilizzati in vari modi dalle forze e dai gruppi armati, come combattenti, cuochi, facchini, messaggeri, spie o sono sottoposti a sfruttamento sessuale. In Iraq e in Siria, la proliferazione di gruppi armati e l’avanzamento militare dell’Isis hanno reso i bambini ancora più vulnerabili al reclutamento”. Una situazione drammatica su cui l’Unicef richiama con urgenza l’attenzione: “Non possiamo aspettare la pace per aiutare i bambini intrappolati nelle guerre – ha dichiarato Giacomo Guerrera, presidente Unicef Italia –. Dobbiamo investire in interventi concreti per tenerli lontani dalle linee di combattimento, soprattutto attraverso l’istruzione e il sostegno economico. Sono anche queste le situazioni da cui tanti bambini e adolescenti fuggono per cercare protezione in Europa”. Nel 2015, prosegue la nota, l’Unicef ha assicurato il rilascio di più di 10mila bambini da forze o gruppi armati e ha contribuito al reintegro di 8mila piccoli ex combattenti. Per sostenere la campagna “Aiuta i bambini in pericolo” è possibile donare attraverso il sito www.unicef.it/bambininpericolo

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