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Papa Francesco e la politica: p. Fares (La Civiltà Cattolica), un linguaggio “catechetico”

Papa Francesco “fa catechesi in quasi tutti i suoi incontri; il suo atteggiamento costante è quello di un catechista”. Così padre Diego Fares, del Collegio degli scrittori de “La Civiltà Cattolica”, sull’ultimo numero del quindicinale dei gesuiti analizza il rapporto tra “Papa Francesco e la politica”, partendo dal discorso del Papa al Congresso degli Stati Uniti (24 settembre 2015) e quello all’incontro dei Movimenti popolari in Bolivia (9 luglio 2015). “I discorsi del Papa – analizza Fares – sono ‘un sunto della dottrina sociale della Chiesa, ma applicata alla loro situazione’. Questo riferimento alla ‘situazione’ è significativo: è il ‘di più’ che Papa Francesco apporta, il discernimento di che cosa si debba dire e con quale linguaggio adatto alle diverse circostanze debba essere detto. Il contenuto è la dottrina sociale”. “Quando parla nella Messa – prosegue il gesuita -, egli fa un’omelia; in altri ambiti, fa catechismo. Non dà lezioni né di esegesi, né di teologia dogmatica, né di dottrina sociale: predica il kerygma e fa catechismo. Quando la gente dice di capirlo, non si riferisce soltanto al contenuto dei suoi discorsi, ma anche al genere letterario che egli usa”. E così “ai membri dei Movimenti popolari dei popoli latinoamericani, i quali generalmente hanno seguito, da bambini, il catechismo, il Papa ha parlato della Vergine nella ‘lingua del catechismo’. E ai membri del Congresso ha mostrato l’immagine di Mosè, che presiede la loro Sala, evocando ricordi del catechismo ad ebrei e a cristiani”. “Il discorso ai Movimenti popolari e il discorso al Congresso degli Stati Uniti – conclude p. Fares – si rivelano dunque come una catechesi sulla dottrina sociale della Chiesa fatta da Papa Francesco ai suoi interlocutori. Vale a dire, come una catechesi totalmente situata e contestualizzata. Con il ‘di più’ che ha tutto ciò che acquista la consistenza dell’‘universalità concreta’. In quanto universale, esso ha la forza di un messaggio rivolto a tutti; in quanto concreto, è possibile raccoglierne il frutto e tradurlo in altre realtà, avendo comunque cura di non sottrarre le cose al loro contesto”.

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