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Papa Francesco: al clero romano, no a “clericalismo”, “non siamo principi, non siamo padroni, siamo servitori della gente”

Papa Francesco incontra il clero romano (11 febbraio 2016)

Perdonare i peccati “non è facile perché la rigidità tante volte viene da noi, siamo rigidi o padroni … è la malattia del clericalismo”. Lo ha affermato il Papa, nel discorso pronunciato a braccio nella basilica di San Giovanni in Laterano e rivolto al clero romano. “Tutti, eh? Tutti. Anche io. Tutti l’abbiamo, questo. E dobbiamo lottare noi”, ha proseguito Francesco: “Tu sei padre, eh? Lascia crescere i figli. Sì: fai i limiti. Ma come lo fa un padre”. “Non siamo principi, non siamo padroni, siamo servitori della gente”, ha ribadito il Papa. E “se il Signore ci ha dato questa missione è proprio per andare ad aiutare la gente, con umiltà e misericordia”. Riguardo alla genesi del Giubileo, Francesco ha rivelato che “un giorno parlando, fraternamente, in un’udienza di tabella, con monsignor Fisichella ho detto: ‘Ma, questo della misericordia, vedo che è un filo che viene da lontano, nella Chiesa. Si potrebbe fare un Giubileo sulla misericordia?’. La prima volta che l’ho detto, così, perché è uscito da me. Ma è il Signore che lo ha fatto”. E “se il Signore vuole un Giubileo della misericordia, è perché ci sia misericordia, nella Chiesa, perché si perdonino i peccati”, ha osservato il Papa. Poi, rivolgendosi direttamente ad ognuno dei presenti, ha detto: “Oggi, quando ho visto tutti voi confessarvi, lì, ho sentito consolazione; perché una delle grazie più belle in un presbiterio è quando i presbiteri si sentono peccatori, perché così possono perdonare meglio gli altri peccatori. È una grazia bella”.

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