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Giornata Malato: mons. Zimowski (Santa Sede), “cura per minorati fisici, anziani e malati di mente è metro della cultura della società e dello Stato”

Giornata Mondiale del Malato a Nazareth

“L’opera del medico e dell’infermiere dev’essere considerata non solo come una professione, ma anche e forse prima di tutto come un servizio, una vocazione. La cura per i minorati fisici, gli anziani e i malati di mente, costituisce il metro della cultura della società e dello Stato”. Lo ha dichiarato oggi monsignor Zygmunt Zimowski, presidente del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari, durante la celebrazione della Giornata mondiale del malato (Gmm) nella basilica dell’Annunciazione a Nazareth. La città della Galilea, infatti, è stata scelta per la celebrazione principale della Gmm, che si celebra tradizionalmente l’11 febbraio. Tema di quest’anno “Fate tutto quello che vi dirà”, che richiama al Giubileo straordinario della Misericordia. “Come Cristo anche noi siamo costantemente chiamati al servizio degli uomini sofferenti, anche se ciascuno in modo diverso. Dobbiamo essere veri servitori di coloro che soffrono in diversi modi, anche a causa di violenza, persecuzione, esilio, discriminazione” ha detto Zimowski. “L’uomo soffre in diversi luoghi e chiama un altro uomo. Ha bisogno della sua presenza. A volte ci intimidisce il fatto di non poter aiutare in modo soddisfacente, ma l’importante è andare. Stare accanto all’uomo che soffre”, ha aggiunto. “Si tratta dei medici, degli infermieri, di tutti i rappresentanti degli operatori sanitari. Si tratta delle istituzioni che servono la salute umana, delle mura accoglienti delle nostre case e la solidarietà disinteressata dei volontari”. L’inviato speciale del Papa in Terra Santa, citando il messaggio per la Giornata mondiale del malato, ha concluso che “ogni ospedale o casa di cura può essere segno visibile e luogo per promuovere la cultura dell’incontro e della pace, dove l’esperienza della malattia e della sofferenza, come pure l’aiuto professionale e fraterno, contribuiscano a superare ogni limite e ogni divisione”.

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