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Giornata del malato: mons. Giuliodori (Ucsc), “i medici servi silenziosi che aiutano nelle sofferenze del malato”

“Sono rimasto sorpreso dalla scelta fatta dal Pontefice di dedicare a questa Giornata del malato l’immagine delle nozze di Cana. Ma la spiegazione c’è e s’inserisce bene in questo Anno santo della misericordia: la mancanza di vino è la malattia che, come dice il Papa, mette sempre in crisi l’esistenza umana perché il primo sentimento è di ribellione, a cui dà una risposta la fede. Credo che questa condizione esistenziale abiti costantemente in questo Policlinico ed è l’essenza stessa di questa grande istituzione”. Lo ha detto monsignor Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, durante la tavola rotonda “Affidarsi a Gesù misericordioso fa fiorire la vita”, in corso oggi pomeriggio al Policlinico “A.Gemelli” di Roma in occasione della XXIV Giornata mondiale del malato. “Nel brano del Vangelo – ha continuato monsignor Giuliodori -, nel momento di criticità, Maria rimanda a Gesù che non offre solo una risposta alla domanda ‘perché proprio a me’, ma anche a quelle più esistenziali sul significato della vita. Maria, inoltre, indica ai servi di fare quello che Gesù dice. In questo, ci vedo, come servi silenziosi, i medici, gli infermieri e i volontari che aiutano nella sofferenza il malato”.

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