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Papa Francesco: sintesi udienza, denuncia “vittime usura” e chiede di pregare per “caro fratello Cirillo”

“Se il Giubileo non arriva alle tasche non è un vero Giubileo”. Lo ha detto il Papa, che nell’udienza di oggi, Mercoledì delle Ceneri, ha augurato ai circa 12mila fedeli presenti un buon inizio di Quaresima. Tema della catechesi: il significato antico del Giubileo, attestato dalle Scritture e, in particolare, dal libro del Levitico. Nella Bibbia, ha ricordato Francesco, il Giubileo era “una specie di condono generale”, che serviva a combattere la povertà e le disuguaglianze. Un insegnamento attuale ancora oggi, ha commentato il Papa, che ha esortato a valutare, “ognuno nel proprio cuore”, se abbiamo “troppe cose”, e magari a “lasciare il 10 per cento, il 50 per cento” dei propri beni ha chi non ha niente. Perché “è bello aiutare gli altri, le istituzioni di beneficenza, gli ospedali di riposo: dare le decime, anche ai forestieri, quelli che sono stranieri e sono di passaggio. Gesù è stato di passaggio in Egitto”. “Quante famiglie sono sulla strada, vittime dell’usura!”, la denuncia del Papa, salutata dall’applauso della folla. “Ma per favore – ha proseguito sempre fuori testo – preghiamo perché in questo Giubileo il Signore tolga dal cuore di tutti noi questa voglia di avere di più dell’umanità: che ci faccia tornare generosi, grandi!”. “Quante situazioni di usura siamo costretti a vedere e quanta sofferenza e angoscia portano alle famiglie!”, ha proseguito: “Angoscia, e tante volte disperazione. Quanti uomini finiscono nel suicidio perché non ce la fanno, non hanno la speranza, non hanno la mano tesa che li aiuti, soltanto la mano che viene a far pagare gli interessi”. L’usura, ha ricordato il Papa, “è un grave peccato che grida al cospetto di Dio”. “Dare con larghezza” al nostro prossimo che è in difficoltà è, invece, uno degli inviti della Bibbia per il Giubileo. “Lui ti darà il doppio, forse non con i soldi ma con altre cose, e sempre il Signore ti darà il doppio”, il commento del Papa a braccio. “E questa è la misericordia: e se noi vogliamo misericordia da Dio, incominciamo a farla noi”, l’invito finale per l’anno giubilare, salutato anch’esso da un applauso. Infine il viaggio in Messico, tra due giorni, e l’invito a pregare soprattutto per l’incontro “con il mio caro fratello Cirillo”, a L’Avana.

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