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Monsignor Galantino: “la preghiera si traduce in decisione per la carità e lotta contro la pigrizia e le comodità”

Mons. Galantino impone le ceneri a don Maffeis

“La Quaresima è un tempo messo a nostra disposizione per recuperare il rapporto con noi stessi, in maniera leale, bella e significativa e questo ci permette di vivere un rapporto più bello, più leale e più significativo anche con il Signore”. Lo ha detto, stamattina, monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, nell’omelia della Santa Messa con imposizione delle ceneri, che apre il cammino della Quaresima, che è stata celebrata a Roma, nella Cappella della Cei, per i giornalisti accreditati presso l’Ufficio per le comunicazioni sociali della Cei. Un invito a vivere, perciò, la Quaresima come “un tempo creativo” perché “non recuperiamo il rapporto con noi stessi e con il Signore a fuoria delle rinunzie mal sopportate, le mortificazioni e le sofferenze fini a se stesse”, ha chiarito monsignor Galantino. Se “le infedeltà a Dio ci rendono brutti e sgradevoli anche ai nostri occhi, oltre a quelli di Dio”, è proprio “la Quaresima il tempo per compiere gesti che ci rendono belli agli occhi di Dio, soprattutto se ci rendiamo conto di aver impostato la nostra vita con scelte contrarie a quello che Lui ci indica”. Il segretario generale della Cei ha offerto alcune proposte per vivere bene questo tempo forte della Chiesa: innanzitutto, “l’assiduità della Parola di Dio, luce dei nostri passi. Se andiamo a sbattere, è perché non c’è la luce della Parola di Dio”. Di qui la necessità di “un rapporto, più intenso, più bello e più creativo della Parola di Dio”. Non solo: “Frequentare con assiduità la Parola di Dio ci fa aiuta ad avere occhi e cuore che ci permettono di vedere non solo le brutture della nostra vita, ma anche le cose belle e, soprattutto, i bisogni degli altri, di intravedere le strade percorribili per essere belli agli occhi di Dio”. Per monsignor Galantino, “quando l’ascolto si fa preghiera e incontro con il Signore”, la preghiera stessa si traduce “in decisione per la carità e lotta contro la pigrizia e le comodità”.

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