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Diocesi: mons. Zuppi (Bologna), “digiuniamo dalla vita virtuale per vedere quella reale”

“Liberiamoci dalle dipendenze (quelle che pensiamo controllare e che pensiamo smettere quando decidiamo e che, al contrario, ci dominano), dalle abitudini che ci condizionano e alienano da noi stessi, dal consumare perché non di solo pane vive l’uomo. Digiuniamo dalla vita virtuale per vedere quella reale”. È il digiuno che l’arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Maria Zuppi, ha indicato – oggi pomeriggio nella Messa del mercoledì delle ceneri celebrata in cattedrale – per vivere il tempo di Quaresima. Assieme alla preghiera, che chiede di “chiudere la stanza del nostro cuore, magari lasciando fisicamente uno spazio nelle nostre giornate per entrare in chiesa”. E per far questo occorre “staccare i collegamenti compulsivi e connetterci, con il silenzio, a Dio”. “Impariamo a chiedere per noi e per gli altri, a intercedere – ha esortato l’arcivescovo –, perché è il primo modo per capire la presenza di Dio nella nostra vita e per stare vicino a chi soffre”. Quindi la terza indicazione per la Quaresima, l’elemosina. “Regaliamo saluti, visite, cuore, tempo. Invitiamo a pranzo quelli che non possono restituire nulla se non l’amore. Regalare, rifuggendo l’idea del grazie o della considerazione, solo per dare. E troveremo gioia. L’elemosina – ha osservato monsignor Zuppi – ci aiuta anche a non crederci padroni, a scoprire che davvero c’è più gioia nel dare che nel ricevere, a non essere condizionati dal denaro che ruba il cuore e ci rende solo volgari e duri”.

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