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Diocesi: mons. Milito (Oppido Mamertina-Palmi), “vivere in sé le opere di misericordia per viverle partendo da sé”

“Vivere in sé le opere di misericordia per viverle partendo da sé”. Questo il titolo della lettera che il vescovo di Oppido Mamertina–Palmi, monsignor Francesco Milito, rivolge alla diocesi in occasione della Quaresima che inizia oggi. Il presule propone, come “esercizio spirituale”, quello di “applicare a sé le singole opere – corporali e spirituali – da vivere cioè come esperienza nei propri confronti perché, poi, l’attenzione agli altri sia carica della forte vissuta intensità”. Chi “non si è mai avvertito ‘oggetto’, cioè destinatario di misericordia – spiega – difficilmente forse si immedesima nei bisogni degli altri. L’esame di coscienza deve partire dal rilevare come e quando siamo stati nel bisogno e soccorsi dalla carità altrui, ricevendone sollievo”. Guardando in avanti, sottolinea: “Come vorremmo che gli altri si comportassero con noi, così noi dovremmo comportarci con gli altri. Mai si diventa ‘soggetti’ efficaci come quando si è stati ‘oggetti’ di attenzioni amorevoli”. Monsignor Milito parola poi di Maria come “maestra di misericordia, colei che ci insegna l’alfabeto del perdono e della comprensione e la matematica della condivisione. Presi per mano da Lei, i percorsi delle opere di auto-misericordia – conclude – diventano tirocinio per la nostra operosità misericordiosa”.

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