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Cardinale Bagnasco: “la Quaresima ci ricorda che siamo creature amate, libere, in relazione di fraternità con gli altri”

“Il cammino quaresimale ci ricorda che siamo creature amate, libere, in relazione di fraternità con gli altri”. Lo ha affermato il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, nell’omelia pronunciata durante la messa del Mercoledì delle Ceneri. Questi aspetti, ha aggiunto, “sono tre tratti del nostro volto, della nostra identità che la cultura relativista di oggi vuole cancellare, disperdere e confondere per farci vivere confusi e per manovrarci meglio secondo interessi ideologici o economici”. “La preghiera – ha spiegato – ci mette davanti a Dio”, ci ricorda che “siamo creature di fronte al creatore” che “siamo preziosi agli occhi di Dio”. Con il digiuno e con la rinuncia “a qualcosa di buono e legittimo tocchiamo la nostra libertà, scopriamo che ognuno è molto di più dei propri bisogni fisici”. “Il digiuno – ha detto ancora il porporato – non è mortificazione per sminuire noi stessi ma una affermazione della nostra libertà”, un modo per affermare una “grande valenza pedagogica” ossia che “non siamo posseduti dai bisogni ma siamo signori dei nostri bisogni”. Infine, “l’elemosina, la carità fraterna, ci fa sperimentare che Dio ci ha fatti per stare insieme” e che “la vita si riempie solo quando è spesa per gli altri” perché “tutti abbiamo bisogno di tutti”. Ci ricorda poi che “le nostre indigenze sono una fatica ma non sono una condanna”, sono “una grazia che ci salva dalla presunzione” perché “ci spinge a tendere le mani verso gli altri per ricevere e per dare”.

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