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Reddito minimo: Barbieri (Forum terzo settore), “finalmente una misura contro la povertà ma chiarire dubbi”

“Siamo finalmente in una fase di costruzione dopo decenni in cui si è tentato di fare qualcosa ma non si era mai arrivati a determinare una misura unica, nazionale, durevole nel tempo e non sperimentale per lottare contro la povertà. È un passaggio importante che noi sosterremo con le nostre forze. Ma bisogna fare chiarezza su alcuni punti”: li elenca Pietro Barbieri, portavoce del Forum del terzo settore, commentando il piano del governo per introdurre il sostegno al reddito di 320 al mese per un milione di poveri, insieme a misure per l’inclusione sociale. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato la settimana scorsa il collegato previsto dalla legge di stabilità, che ora andrà all’esame delle Camere. Gli elementi che suscitano dubbi sono diversi, secondo Barbieri: “Lo stanziamento iniziale è insufficiente, non fa altro che determinare una piccola platea non sufficientemente ampia per affrontare coerentemte il tema della povertà assoluta. C’è bisogno di almeno 7 miliardi. Le risorse si vorrebbero ricavare da una previsione della spesa assistenziale e previdenziale che però, secondo le nostre previsioni, si attuerebbe in un decennio. Per cui ci vorrebbe troppo tempo per riuscire ad arrivare ad un punto”. Altro punto non chiaro riguarda il rischio “che si mettano in contrapposizione le povertà assolute: riducendo la previdenza e l’assistenza ad alcune persone si rischia di mettere quelle in condizione di povertà. Questa è una paura che ci allarma abbastanza”.

Ci sono poi timori riguardanti il progetto di inclusione della persona: “È vero che è previsto sia nel collegato sia nella legge di stabilità ma gli strumenti sono molto deboli: ovvero gli stanziamenti per dare infrastrutture ai Comuni italiani – che sono l’interfaccia di questa partita –  sono pochi e a termine. Noi abbiamo bisogno, per fare un esempio, di analoga capacità di costruire un progetto di inclusione nel Comune di Torino e in quello di Lamezia Terme. Al momento questa infrastruttura pubblica non c’è. Per cui rischiamo, così come avvenuto nelle sperimentazioni, che alcuni Comuni sono stati capaci di costruire la spesa, altri no (tra cui il  Comune di Roma)”. Il sostegno al reddito di 32o euro è sicuramente importante, precisa Barbieri, “perché bisogna restituire reddito e capacità di spesa a chi non ce l’ha per affrontare i bisogni basiliari quotidiani. Ma allo stesso tempo è necessario costruire un progetto che possa far emergere le persone dalla condizione di estremo bisogno, entrando del mondo del lavoro senza ricorrere a percorsi assistenziali. Questa è la parte più debole perchè non capiamo come, con le risorse derivanti dai fondi strutturali, si possa attuare un piano di questo genere, conoscendo le debolezze degli enti locali sul territorio”.

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