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Nuovi vescovi: mons. Cacucci (Bari), sinodalità è “fatica” ma anche “espressione di amore e comunione nella Chiesa”

“Il Convegno delle Chiese italiane, svoltosi a Firenze nel novembre scorso, ha ricevuto dal Santo Padre un incoraggiamento a vivere una ‘sinodalità’ effettiva”, ha detto oggi l’arcivescovo di Bari-Bitonto, monsignor Francesco Cacucci, intervenuto alal presentazione in Vaticano degli Atti del corso annuale di formazione per i nuovi vescovi “Testimoni del Risorto” (Roma, 7 – 16 settembre 2015) . “Camminare insieme (sinodo) con i sacerdoti, i consacrati, i laici, è una fatica, ma è l’espressione dell’amore, della comunione nella Chiesa – ha aggiunto Cacucci -. Verrebbe da dire con sant’Agostino che ‘quando si ama, anche la fatica è amata’. Perciò per essere ‘Testimone del Risorto’ il vescovo è chiamato ad essere uomo di preghiera, soprattutto di preghiera di intercessione”. Un richiamo infine, al “tema difficile del rapporto autorità-obbedienza”. Il “dosaggio è molto difficile. In fondo l’obbedienza, come realizzazione della fede, è una forma di rinuncia, perché è innanzitutto obbedienza a Dio, per poi diventare anche obbedienza reciproca. Perciò soleva dire il cardinale Siri: ‘Il vescovo è una moltiplicatissima obbedienza’”. Di qui il richiamo alla “solitudine del vescovo”: “il coraggio di rimanere ‘soli’ con Dio è un dono che viene dall’Alto”.

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