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Nuovi vescovi: mons. Cacucci (Bari), “semplificazione giornalistica” dire che quelli nominati dal Papa “sono una sua espressione”

“Affermare che i vescovi nominati negli ultimi anni da Papa Francesco sono ‘una sua espressione’ è una semplificazione giornalistica”. A puntualizzarlo è stato oggi monsignor Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari, intervenuto alla conferenza stampa di presentazione degli Atti del corso annuale di formazione per i nuovi vescovi, tenutosi dal 7 al 16 settembre 2015 a Roma per iniziativa delle Congregazioni per i vescovi e per le Chiese orientali. “Ogni vescovo è certamente nominato da questo a da quel Pontefice, e ogni Papa ha una sua impronta, ma le sue radici vengono da lontano”, ha osservato il presule, che è stato fra i relatori del corso. “La fecondità del ministero del vescovo – ha aggiunto – dipende in misura rilevante dal suo rapporto con i preti. È un rapporto consolante e, al tempo stesso, faticoso”. Per l’arcivescovo “è necessario risalire al Seminario, perché la preoccupazione del numero dei sacerdoti non deve essere cattiva consigliera, soprattutto nel momento del discernimento vocazionale dei futuri preti da parte del vescovo”. Importante, quindi, una “prudenza” maggiore per prevenire “quelle difficoltà che inevitabilmente possono deflagrare nella vita dei preti”. Precisando che il vescovo non può “arrivare a tutto”, il consiglio ad ogni neopresule di “privilegiare l’incontro personale con tutti i presbiteri, senza eccezione”, di essere “uomo della sintesi”. Fonte di ispirazione lo “stile” di Gesù con gli apostoli.

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