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Inghilterra: via libera alla manipolazione degli embrioni umani per studiare le cause genetiche della infertilità

Gli scienziati britannici hanno concesso il permesso di modificare geneticamente gli embrioni umani per motivi di ricerca scientifica e il “Francis Crick Institute” potrà cominciare gli esperimenti già in marzo dopo che la Human Fertilisation and Embryology Authority (Hfea), l’ente responsabile degli studi sulla fertilità e sugli embrioni, ha dato il via libera questa mattina. L’obiettivo è quello di capire come si forma la vita e trovare nuove tecniche per combattere le anomalie genetiche. Verranno analizzati embrioni lasciati nelle cliniche Ivf, preposte alla fecondazione assistita. L’Inghilterra sarà così il secondo paese al mondo ad intraprendere una tale procedura di ricerca sugli embrioni umani dopo che la Cina lo scorso anno annunciò simili esperimenti provocando subito una reazione in tutto il mondo. Attualmente circa il 50% degli ovociti fecondati non si sviluppa correttamente e, secondo gli esperti, questo potrebbe essere collegato a un’anomalia nel codice genetico. Se gli scienziati scoprono quali geni sono stati cruciali per la divisione delle cellule sane, allora potrebbero escludere gli embrioni in cui il loro Dna non funzionava correttamente, e quindi potenzialmente prevenire gli aborti e aiutare la fertilità.

“Capire il processo cruciale dello sviluppo dell’embrione potrebbe aiutarci a capire le cause di infertilità, aborto spontaneo e di alcune malattie genetiche”, ha detto al Telegraph Alastair Kent, direttore del Genetic Alliance. Il via libera ha però già suscitato critiche: si teme che permettere di modificare gli embrioni umani, possa aprire le porte a progettare bambini e esseri umani geneticamente modificati. Ma lo scienziato Kathy Niakan ha detto, sempre al Telegraph, che la ricerca potrebbe cambiare radicalmente la nostra comprensione della biologia umana e dare speranza ai futuri genitori. “Vorremmo capire i geni che sono necessari perché un embrione possa svilupparsi in un bambino sano – ha affermato a un briefing a Londra il mese scorso -. L’aborto spontaneo e infertilità sono estremamente comuni ma non sono molto ben compresi. Crediamo che questa ricerca potrebbe migliorare la nostra comprensione dei primi stadi della vita umana”.

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