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Inghilterra: manipolazione embrioni umani. Centro di bioetica cattolico, “promesse esagerate per curare o prevenire malattie”

Un no deciso al via libero concesso in Inhilterra dalla Human Fertilisation and Embryology Authority (Hfea), di modificare geneticamente gli embrioni umani per motivi di ricerca scientifica. Arriva da David Albert Jones, direttore del Anscombe Bioethics Centre, un istituto accademico cattolico che interviene nelle questioni morali derivanti dalla pratica clinica e dalla ricerca biomedica. “Esperimenti per modificare i geni di embrioni umani – spiega il professor Jones – rappresentano un ulteriore passo in avanti verso la creazione di bambini geneticamente modificati. Questo avanzamento è solo l’ultimo passo, dopo i tentativi di clonare embrioni umani, per la creazione di embrioni ibridi uomo-animale e per la creazione di embrioni con tre genitori. Ogni ulteriore passo in avanti è stato accompagnato da promesse esagerate per curare o prevenire le malattie, ma il vero risultato è semplicemente dar vita a sperimentazioni sempre più immorali sugli esseri umani nelle primissime fasi del loro sviluppo”. “L’editing (o modificazione ndr) del gene – prosegue il direttore del centro bioetico britannico – deve essere eseguita solo quando è sicura e vantaggiosa per il paziente e non quando si propone di influenzare le generazioni future. La reale promessa delle tecniche del  ‘gene editing’ sta nella speranza di una terapia etica ed efficace per bambini o adulti che sono nati con condizioni che non hanno attualmente alcuna cura. La ricerca dovrebbe concentrarsi sullo sviluppo della terapia genica somatica sicura ed efficace e non sulla sperimentazione distruttiva sugli embrioni umani”.

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