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Beni confiscati: Reggio Calabria-Bova, l’arcivescovo benedice mercoledì i locali di un laboratorio di sartoria

Sarà l’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, a benedire, il 3 febbraio, i locali di un laboratorio di sartoria in un bene confiscato alla ‘ndrangheta, come primo passo per una vera e propria filiera di sartoria sociale da avviare a Reggio Calabria recuperando mestieri e tradizioni nel tessile che stanno scomparendo. L’iniziativa, promossa dal Centro comunitario Agape insieme ad enti istituzionali e altre associazioni e affidata alla cooperativa “Soleinsieme”, coinvolge donne con figli minori che vivono in situazioni di fragilità: ragazze madri, donne separate, vittime di violenza. Un progetto, spiega Mario Nasone, che ha visto confluire tantissime disponibilità come quella del Tribunale, della Provincia, dei detenuti del carcere che hanno “lavorato gratuitamente per la ristrutturazione del bene e di tanti altri che hanno dato il loro apporto economico e professionale”. Per “noi Chiesa che vogliamo aprirci a questa povertà sarà anche l’occasione per ricordare quanto Papa Francesco ha detto: ‘Attenzione,non si tratta di fare assistenza sociale, tanto meno attività politica. Si tratta di offrire la forza del Vangelo, che converte i cuori, risana le ferite, trasforma i rapporti umani e sociali secondo la logica dell’amore. I poveri, infatti, sono al centro del Vangelo’”. Le donne di “Soleinsieme avranno sicuramente bisogno del nostro sostegno materiale ma anche di riacquistare fiducia nella vita e per questo ci chiedono di condividere con loro la gioia del Vangelo che è fonte vera di speranza per tutti di un futuro diverso e migliore”.

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