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Rapporto Censis: le istituzioni non riescono più a fare cerniera tra potere politico e corpo sociale

Si va instaurando una “pericolosa faglia” tra “mondo del potere politico e corpo sociale, che vanno ognuno per proprio conto, con reciproci processi di rancorosa delegittimazione”. Lo afferma il 50° Rapporto del Censis sulla situazione sociale del Paese, presentato oggi a Roma. In questo contesto “le istituzioni (per crisi della propria consistenza, anche valoriale) non riescono più a ‘fare cerniera’ tra dinamica politica e dinamica sociale” e vanno “verso un progressivo rinserramento”. Nella storia italiana, dal Risorgimento in poi, secondo il Censis sono state “la potenza e l’alta qualità delle istituzioni a fare la sostanza unitaria del Paese”. Ma oggi, afferma ancora il Rapporto, le istituzioni “sono inermi (perché vuote o occupate da altri poteri)” e “incapaci di svolgere il loro ruolo”. Di conseguenza, si assiste così a “un inedito parallelo ‘rintanamento chez soi’: il mondo politico e il corpo sociale coltivano ambizioni solo rimirandosi in se stessi”. Da un lato “la politica afferma orgogliosamente il suo primato progettuale e decisionale”, dall’altro “il corpo sociale rafforza la sua orgogliosa autonomia nel ‘reggersi’”. E ciò determina “una congiunta alimentazione del populismo”. Di fronte a questa prospettiva, il Censis osserva che sarebbe necessario, da parte sia del mondo politico che del corpo sociale, “dare con coraggio un nuovo ruolo alle troppo mortificate istituzioni”.

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