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Rapporto Censis: la deprivazione tocca anche famiglie al di sopra della soglia di povertà

La crisi, soprattutto per i risvolti occupazionali, lascia senza redditi da lavoro quote crescenti di famiglie. Ma “la deprivazione – sottolinea il 50° Rapporto Censis presentato oggi a Roma – coinvolge anche famiglie che sono al di sopra della soglia di povertà”. Il Rapporto osserva che crisi e ripresa stentata hanno creato un “gorgo” che “può attirare a sé anche chi tradizionalmente è rimasto lontano dal disagio”. Questo, sottolinea il Censis, “genera un’incertezza diffusa e spinge a pensare che solo pochi sono fuori dal rischio di cadere in condizioni di disagio”. Il Rapporto ricorda che sono 6,9 milioni (dati 2014) le persone in condizione di “deprivazione materiale grave”, con uno zoccolo duro di 4,4 milioni che sono in tale situazione dal 2010. Le famiglie in “severa deprivazione abitativa” sono 7,1 milioni, quelle in “povertà alimentare” oltre 2 milioni. Sono circa 11 milioni (dati 2016) gli italiani che hanno dichiarato di aver dovuto rinunciare o rinviare per motivi economici alcune prestazioni sanitarie. Segnali di segno diverso arrivano dal mondo dei pensionati, il cui reddito medio è salito da 14.721 a 17.040 euro nel periodo 2008-2014. Ma si tratta ovviamente di un dato medio dietro al quale si registrano disuguaglianze vistose. Comunque, rileva il Censis, “i pensionati non possono essere considerati solo come recettori passivi di risorse e servizi di welfare, perché sono anche protagonisti di una redistribuzione orizzontale di risorse economiche: sono 4,1 milioni quelli che hanno prestato ad altri un aiuto economico”.

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