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Sociale: Camarlinghi (Gruppo Abele), “nel lavoro sociale mai essere navigatori sociali. E’ il noi che può farcela”

“La sfida oggi per chi opera nel sociale è di prendere in carico la città intera. Allora il progetto di chi oggi lavora nei servizi sociali è di costruire una città che non abbandona e che è capace di includere”. A dirlo è Roberto Camarlinghi, vice direttore di “Animazione Sociale”, mensile del gruppo Abele, e organizzatore del convegno per operatori sociali “Nei cantieri della città del noi”, a Bari fino al 3 dicembre. “Insieme ce la si può fare. – continua – La città del noi ha la dimensione del collettivo perché come dice spesso don Ciotti non si può essere navigatori solitari. È il noi che può far qualcosa. Dobbiamo lavorare insieme e non pensarsi da soli nel lavoro sociale arginando chi dilaga in una dimensione solitaria di onnipotenza. Da solo nessuno può farcela”. E i workshop di questo convegno servono anche a vivere la dimensione della condivisione delle esperienze: “Bisogna valorizzare ciò che esiste già. – conclude Camarlinghi – I workshop di questi giorni servono proprio a dare voce a chi già fa tanto e a condividere le esperienze di modo che altri, in altri luoghi, possano a loro volta scrivere altre storie di democrazia. Spesso uno nel lavoro sociale è abituato a mettere in luce le mancanze e non le risorse. Nel convegno invece vogliamo far vedere che le esperienze che provano a tutelare i diritti delle persone pur con tutti i limiti ci sono già. Ogni esperienza di lavoro sociale è un’esperienza di democrazia che prova a tutelare i diritti delle persone”.

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