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Operatori sociali: don Ciotti (Libera), “dobbiamo riempire il presente di qualcosa di più grande”

“Bisogna costruire dal basso la città del noi. La città è un organismo vivente in cui ogni persona è chiamata a contribuire al bene comune. Tocca a noi stimolare il desiderio che nasce dal rapporto educativo, dalla crescita culturale e dalla partecipazione”. Queste le parole di don Luigi Ciotti, fondatore dell’associazione Libera, agli operatori sociali riunitisi a Bari per il convegno nazionale “Nei cantieri della città del noi”, organizzato, tra gli altri, da Animazione sociale del Gruppo Abele e dall’Ordine assistenti sociali Puglia. “Città è il luogo in cui mondi diversi sono chiamati a confrontarsi per ritrovare un’identità di base. – continua don Ciotti – Bisogna fare i conti con diversità che si fecondano reciprocamente. Perché nelle città cresce il senso della povertà relazionale. Viviamo con gli altri ma ci sentiamo soli”. Qui allora interviene il ruolo dell’operatore sociale: “L’operatore sociale – conclude – si trova di fronte a un futuro carico di problematicità, dove le pratiche del presente, se vogliono essere incisive, devono immaginare nuove strade in grado di garantire la tutela dei diritti e della libertà. È fondamentale leggere i cambiamenti. Dobbiamo rimanere quindi semplici e uniti, non essere prigionieri degli schemi e poveri del coraggio di cambiare. Dobbiamo saper entrare nelle ragioni delle persone per elevarle a ragioni superiori, riempire il presente di qualcosa di più grande che ci spinga oltre”.

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